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Testimonianze: un cerchio trasparente

pubblicato 27 nov 2011, 09:41 da snodi aps MediazioneUmanisticaConflitti


Il rapporto con Jacqueline è iniziato con la lettura dei sui 2 libri
tradotti in italiano, in particolare "La mediazione dell'anima".
 L'ho letto con avidità, con la tensione ed il desiderio di trovare tra le
righe parole risananti, squarci luminosi,  nutrimento per l'anima.  E' stato
come rivisitare con altri occhi e altro sguardo pezzi della mia storia,
parti di me, tratti del mio carattere e del mio modo di essere al mondo.
Qualcosa mi  toccava  nel profondo, muoveva commozione,  lacrime, pianto,
dolore, compassione.... Le parole mi cullavano, mi sostenevano e mi aprivano
nuove possibilità e nuovi e luminosi spiragli.
Dovevo conoscere e incontrare questa donna.

Quando ho saputo dello stage di inizio ottobre a Milano mi sono iscritta.
Certamente, lavorando come Assistente Sociale e Mediatrice Familiare, avevo
un interesse professionale per imparare la MEDIAZIONE DEI CONFLITTI, ma
sentivo che la motivazione primaria e vera aveva a che fare con me stessa e
la mia ricerca interiore.
Cercavo disperatamente risposta a quell'atavico nucleo di
risentimento-ostilità-rancore che mi abita e che in modo sottile e subdolo
mi ingabbia. E che nemmeno anni di psicoanalisi e terapie varie e gruppi di
meditazione ecc. erano riusciti a sciogliere. Inoltre cercavo appagamento a
quel profondo senso di mancanza/vuoto/insoddisfazione che mi tormenta da
sempre.

Ho incontrato Jacqueline mentre saliva le scale, ci siamo salutate e
improvvisamente e in modo del tutto incontrollato e spontaneo, sono stata
travolta da una forte emozione. E poi nel corso della giornata e il giorno
successivo, bastava una semplice parola per sollecitare un contatto
profondo, come se potessi toccare l'anima, come se il mondo interiore fosse
perfettamente adagiato al corpo. Sono stata travolta dal pianto, avvolta da
un insolito dolore, dalla fragilità, in balia di un'emozionalità dirompente
e incontenibile che inondava tutto, anima corpo spirito.
Poi lentamente ma molto molto lentamente si è come dileguato lasciandomi un
piacevole senso di vuoto, di pulito, di silenzio.

Mi sono sentita come
riposizionata.
Nei giorni successivi mi potevo muovere in mezzo agli altri,

come se fossi protetta da un cerchio trasparente. Il contatto con gli altri
fluiva, non mi contagiava più. Qualche giorno dopo lo stage mi sono accorta
che sentivo il viso rilassato e sereno, che camminavo con i piedi rilassati
e appoggiati, che tutto il corpo era rilassato.

E' stato come entrare in contatto con un'Essenza, qualcosa di profondo e di
vero e di valore che mi abita.....Mi è rimasto un senso di appagamento e di
pienezza, come non avevo mai sperimentato.

Ora sento la volontà di fare altri Stage e di imparare ed assimilare anche
gli strumenti e il metodo di lavoro per usarli nel lavoro professionale di
Mediazione dei conflitti. Il mio lavoro oggi è comunque già cambiato. Il
modo con cui accolgo e guardo le persone di cui mi occupo è diverso. E'
semplicemente uno sguardo più umano, che coglie di più, che si sintonizza
maggiormente e facilita il lavoro di consapevolezza e di apertura e
accettazione nell'altro.
Grazie.


(V.M)
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